Perchè L’amica geniale sono io: in viaggio con Elena Ferrante

Posted on

Sarà che ho appena letto l’ultima pagina de L’amica geniale di Elena Ferrante e questa mattina alle 9.05 stalkerizzavo le librerie di quartiere con un atteggiamento di pacata autorevolezza, lo stesso entusiasmo di un’operatrice Fastweb al suo primo giorno di lavoro: alle 9.30 stringevo tra le mani il II volume, ed il mio ego gongolava a seguito di un dialogo con il titolare della libreria in questione.

Il motivo di tanto gaudio risiede nell’ esposizione della mia volontà, di non volere acquistare i 3 successivi volumi della quadrilogia L’amica geniale di Elena Ferrante tutti insieme, scelta che sarebbe pratica a parere di molti, ma che probabilmente causerebbe una mancanza di adrenalina una volta giunti al termine del II volume.

Avere 30 anni e fare discorsi da neo-intellettuali nella libreria di quartiere: una volta giunta alla cassa ho rincarato la dose manifestando il mio disprezzo per tutti i libracci dei cosìdetti Youtuber ed infine alla vista della biografia di Francesco Totti ho sfoggiato la mia migliore faccia da radical-chic.

La lettura di questo primo volume della serie L’amica geniale ha suscitato in me una quantità di riflessioni dal cui non posso esimermi dal condividerne alcuni qui sul blog; ed essendo questo uno spazio personale di mia cura, ad esso voglio affidare il frutto dei miei modesti pensieri a seguito del viaggio gentilmente offerto dalla Sign. Ferrante.

leggere un buon libro equivale ad un viaggio, e non devi neanche stressarti per il bagaglio a mano.

E non starò qui a farvi una recensione, spoilerare la trama (ho letto solo il Volume I) o elogiare l’autrice che di certo non necessità dei miei complimenti, ma solo alcune semplici riflessioni.

L'amica geniale di elena ferrante riflessioni

Perchè L’amica geniale è una storia che riguarda tutte le donne indipendentemente dall’estrazione sociale e dal contesto socio/culturale

Se hai 31 anni e sei single o nella condizione di eterna fidanzata, allora già saprai che il w/end non devi assolutamente collegarti a Facebook: solo oggi Sabato 11/06/2016  si sposano almeno 5 persone di mia conoscenza – pertanto sei consapevole che nel singolo istante in cui pigerai quella maledetta App di colore blu, sappi che la F che stai per toccare con spavalderia equivale alla parola FINE.

E per quanto tu voglia accostare la F di Facebook alla parola FORTE, FELICEMENTE single, Fortunatanamente FIDANZATA, qualsiasi sia la tua F, sappi che invetabilmente nella tua mente si innescheranno dei pensieri contraddittori; passerai dall’entusiasmo per una lieta notizia, alle critiche per l’abito e l’acconciatura della tua compagna di classe.

Ci tengo a dire che io appartengo alla categoria Felicemente Fidanzata – in generale ciò che mi lascia riflettere non è  il prendere consapevolezza dei matrimoni di una o dell’altra, ormai sono abituata a questo genere di notizie; quando hai 31 anni ricevi con cadenza settimanale aggiornamenti su proposte di matrimonio e amiche in dolce attesa con la stessa frequenza del catalogo Ikea nella cassetta delle lettere.

Come le due protagoniste de L’amica geniale, spesso capita di riconoscermi totalmente estranea a quanto coinvolge i miei coetanei, ho la sensazione di essere una spettatrice silenziosa di un film cui alla fine resterà solo un breve commento, nulla più; sovente accade di sentirmi combattuta: sono più simile ad Elena Greco o Lila Cerullo? (le due protagoniste de L’amica geniale) e non trovare una risposta.

Se c’è un’espressione di uso comune che disprezzo per l’accezione meramente utilitaristica, è il termine SISTEMARE per indicare la condizione di una donna; a 30 anni ti devi sistemare, i tuoi genitori vivono uno stato di costante apprensione perchè a 31 anni non sei ancora sistemata (diversamente dalle tue amiche e figlie dei loro amici), i tuoi amici si sono sistemati e ti chiamano per sapere “quando hai intenzione di sistemarti?” – tutto in questi ultimi anni è un SISTEMARE CONTINUO.

Neanche fossi la BILLY di Ikea da piazzare in salotto, io mi devo sistemare per porre fine alle ansie di tutte le persone che mi circondano; vorrei donare loro una certa dose di serenità a tale proposito, certamente la buona fede spinge le persone che mi vogliono bene ad auspicare ad una sistemazione definitiva, ma il termine definitivo mi causa non pochi pruriti mentali.

L'amica geniale di elena ferrante riflessioni (2)

Mi chiedo come sia possibile ancora oggi ritrovarsi nella stessa situazione di due adolescenti di un Rione popolare alla periferia di Napoli anni ’50: il vero problema che attanaglia chiunque intraprenda un discorso inerente una donna di 30 anni di qualsiasi estrazione sociale è – la sistemazioneriferito alla sfera personale ancor più che alla vita lavorativa.

E ciò che più mi irrita di tutta questa vicenda è l’abbandonare in un angolo il fattore qualità della vita di un singolo individuo a favore di uno stereotipo comune popolare.

  • Perchè a 31 anni non sei sposata?
  • Perchè a 31 anni convivi e l’anello di Tiffany non arriva? -che se non è Tiffany sai che tragedia
  • Perchè a 31 anni non hai un figlio? Convivi già da due anni!
  • Perchè a 31 anni non fai un figlio e poi ti sposi? – variante 2016 del genitore moderno finto-controccorente
  • Perchè non fai un figlio e basta? hai 31 anni! – ulteriore variante dello stesso genitore di cui sopra, rassegnato

E nonostante i vostri sforzi di aggiungere tassello dopo tassello, un quadro più o meno in evoluzione della vostra-nostra vita nulla potrà placare domande scoccianti ed inopportune di questo tipo.

Perchè ci comportiamo così?  Il senso di inadeguatezza è una piaga sociale talmente profonda che il bullismo è ormai radicato alle scuole elementari, perchè avere tempi diversi, personalità diverse, desideri ed ambizioni diverse da ciò che il mondo ci vuole imporre è un diritto sacrosanto. Amen. Come Elena Greco mi sono interrogata sul perchè certi eventi non accadessero a me, perchè nonostante l’impegno, gli sforzi, è come se fossi in stand-by da 10 anni; ho una vera attitudine nel sentirmi “diversamente normale”, ho la necessità di costruire la mia vita e distruggerla ogni qual volta sento di aver perso me stessa. Ricominciare.

Voglio tessere la trama della mia felicità come un abito su misura, e se queste emozioni non mi vestono perfettamente allora tanto vale ricominciare; sul come certe pressioni alimentino l’insicurezza che si cela dietro un rapporto apparentemente solido non voglio neanche approfondire l’argomento.

Sul come i social network siano legna da ardere per una vita in perenne paragone con questo o l’altro, è un dato di fatto.

Voglio gioire delle felicità altrui senza necessariamente essere io stessa il termine di paragone di una felicità standard, la felicità degli altri non è una sottrazione a quanto personalmente mi riguarda.

Oltre 1000 parole sono più del mio standard qui sul blog, perciò se cercate una buona lettura per l’estate 2016 L’amica geniale saprà suggerirvi utili riflessioni; io inizio a leggere il II Volume de L’amica Geniale 😉

Buon w/end!

L'amica geniale di elena ferrante storia del nuovo cognome riflessioni

 

 

 

 

 

 

 

 

0 Comments

Leave a comment

Your email address will not be published.